{"id":3293,"date":"2018-12-05T12:53:58","date_gmt":"2018-12-05T12:53:58","guid":{"rendered":"https:\/\/redondocristina.com\/una-cierta-oscuridad\/"},"modified":"2018-12-07T13:22:04","modified_gmt":"2018-12-07T13:22:04","slug":"una-certa-oscurita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/redondocristina.com\/it\/una-certa-oscurita\/","title":{"rendered":"Una certa oscurit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Nei giorni scorsi ho visitato la mostra &#8220;Una certa oscurit\u00e0&#8221; al <a href=\"https:\/\/caixaforum.es\/barcelona\/globalsearch?search_query=comisart\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CaixaF\u00f2rum<\/a> di Barcellona. La mostra, curata da Alexandra Laudo, fa parte del programma <a href=\"https:\/\/coleccion.caixaforum.com\/comisart\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Comisart<\/a> e solleva il rapporto tra il valore del culto delle immagini e il valore dell&#8217;esposizione.<\/p>\n<p>Nella mostra si pu\u00f2 godere di alcuni pezzi d&#8217;arte di Joan Brossa, Jose Maldonado, Perejaume, Christo, Tim Rollins e KOS, Juan Francisco Isidro, Pedro Mora, Hiroshi Sugimoto, Pedro Torres, angeli Rib\u00e9, Jo\u00e3o Maria Gusm\u00e3o + Pedro Paiva, Pedro G. Romero, Ira Lombard\u00eda, Pol Gonz\u00e1lez Novell, Martin Parr, tra gli altri, saranno in mostra fino al 5 gennaio al CaixaF\u00f2rum di Barcellona.<\/p>\n<p>Questa mostra prende come punto di partenza della simbolica furto della Gioconda avvenuto nel feritoia nel 1911, per affrontare le questioni che hanno a che fare con la generazione di strategie opacit\u00e0 e resistenza al regime visivo, ma anche di come in cui attualmente osserviamo le immagini.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che l&#8217;arte contemporanea diventa terreno di riflessione e ascesa del pensiero, per me questa esperienza visiva ci fa riflettere su ci\u00f2 che genera realmente l&#8217;oscurit\u00e0 delle assenze e la traccia che queste assenze causano nella mente di la persona<\/p>\n<p>Il fatto che le opere in mostra sono opere che mostrano una certa resistenza da visualizzare facilmente, sono opere d&#8217;arte che nascondono le parti presentano o ostacola la loro visione del tutto, provocando lo spettatore a usare l&#8217;immaginazione per potendo contemplarli nella sua interezza, mi fa rapportare al valore che assenze e presenze prendono nella persona.<\/p>\n<p>Per esempio, mi fa pensare la stessa situazione che si verifica a sentire il vuoto rappresenta l&#8217;assenza di una persona, o cerchiamo di immaginare questo, sia con l&#8217;illusione o la memoria, o si abbandona ad accettare tale assenza, accettandolo infine come assente e quindi inesistente perch\u00e9 non \u00e8 presente.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, la mostra &#8220;Una certa oscurit\u00e0&#8221; presenta anche un punto di critica del trattamento della contemplazione delle opere attualmente in arte, e in che modo, con l&#8217;evoluzione della tecnologia e anche il trattamento del tempo hanno cambiato l&#8217;aspetto di gli spettatori verso l&#8217;arte. Una distinzione \u00e8 sviluppato qui tra il valore del culto del valore dell&#8217;immagine e la visualizzazione, in quanto anche se, in precedenza, \u00e8 stata valutata molto di pi\u00f9 la presenza dell&#8217;arte, la sua esistenza oggi invece \u00e8 apprezzato di pi\u00f9 mostra e rotazione in modo che siano pi\u00f9 accessibili agli spettatori. Ci\u00f2 implica, in un estremo senso, che le immagini non sono incluse nel rituale ammirazione o impatto posta per il solo fatto di guardare l&#8217;arte, con il tempo di osservazione, e forse rispetto e ammirazione che pu\u00f2 portare ogni opera l&#8217;arte, per quello che provoca o pu\u00f2 farci sentire con la sua presenza, ma ora l&#8217;arte viene immediatamente sottovalutata dall&#8217;ansia con preoccupazione di diffondersi e renderla pi\u00f9 presente e accessibile al resto della societ\u00e0. In realt\u00e0, con il desiderio di diffondere, condividere, fare rotativo o solo fotografare la vostra presenza con l&#8217;intenzione di tenere in memoria intatta quello che stiamo facendo \u00e8 esattamente l&#8217;opposto, cercare di lavorare come assente, perch\u00e9 lo denotano il giusto valore che ha bisogno della sua presenza e che \u00e8 anche quando lo ignoriamo, una volta che la sua esistenza \u00e8 stata perpetuata, l&#8217;assenza \u00e8 stata generata, dal fatto di valutarla come se non fosse presente davanti a noi, come se non esistesse.<\/p>\n<p>La mostra rende esposizione estensibile ad un certo numero di proposte e materiale all&#8217;esterno dello spazio espositivo esterno CaixaForum, dove la mostra ha luogo, e situati in differenti zone della citt\u00e0 e cyberspazio, secondo l&#8217;organizzazione, questo la divulgazione oltre i limiti fisici e contestuali della sala espositiva \u00e8 legata al movimento della Gioconda quando fu rubata al Louvre, cos\u00ec come alla sua esistenza segreta durante il tempo in cui rimase nascosta. Per me, d&#8217;altra parte, \u00e8 la continuazione di un gioco di presenze e assenze su cui si basa tutta la mostra, provocando quella certa oscurit\u00e0 che ci lascia tutte le assenze che vorremmo fosse presenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>* <a href=\"https:\/\/www.diarisantquirze.cat\/una-certa-foscor-il-dolce-far-niente-per-cristina-redondo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Colonna giornalistica pubblicata nella rubrica di Cristina Redondo: <em>Il dolce far niente,<\/em> sezione <em>Tribuna<\/em> del <em>Diari di Sant Quirze<\/em> il 05\/11\/2018<\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Nei giorni scorsi ho visitato la mostra &#8220;Una certa oscurit\u00e0&#8221; al CaixaF\u00f2rum di Barcellona. La mostra, curata da Alexandra Laudo, fa parte del programma Comisart e solleva il rapporto tra il valore del culto delle immagini e il valore dell&#8217;esposizione. 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