La frivolizzazione della comunicazione

Credo che la comunicazione si sia prostituita a tal punto che chiunque può diventare credibile avendo visibilità. Il potere che la comunicazione ha sulle persone è assoluta, perché mi prende il panico, il fatto che ci sono i media a pubblicare le colonne che offrono le persone la cui unica virtù è quella di avere un grande seguito sui social network.
Nella maggior parte di questi casi, mi rendo conto che questi personaggi non hanno un grande seguito sui social network, naturalmente, “organici” su supporti gergo sociale, ma la maggior parte di loro hanno pagato per i seguaci e gusti in cambio di un canone mensile in un’azienda con un programma per computer che è responsabile della generazione di follower. Questi follower sono solitamente account fantasma, creati con l’unico scopo di nutrire quelle aziende, con generazione di Mi piace e Seguaci.
Stiamo assistendo alla crescita di una bolla nella comunicazione di massa, proprio come una bolla immobiliare è stata generata anni fa. La differenza è che ora speculiamo con l’informazione, ed è quel fattore che genera più terrore. Se siamo in grado di frivolare con gli strumenti di comunicazione in questo modo, che tipo di società dell’informazione possiamo aspettarci in futuro?
Personalmente ho smesso di seguire molte marche e marchi di alto profilo e in cui molti milioni sono investiti nel budget pubblicitari, eseguendo in piccoli personaggi che si definiscono “influenzatori” che li rappresentano. La mancanza di know-how di tali persone come “professionisti dei media” piccoli etica professionale e gli errori di comunicazione continue durante le sue pubblicazioni, non ha causato, ma pronunciare il mio rifiuto, non solo per loro come personaggi pubblici, ma anche verso il marchio che li ingaggia. Per me, la credibilità consiste in più di aver acquistato follower.
Che hanno l’opportunità di affrontare un vasto pubblico, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità sociali, e soprattutto, dobbiamo comunicare in base alla deontologia professionale e dei codici di professionalità, soprattutto, cercare il rispetto basata sui fondamenti della comunicazione e in nessun caso, utilizzare la disinformazione per ottenere un beneficio economico.
Il controllo delle masse attraverso i media è qualcosa che ha sempre generato molte polemiche. Ma se è vero che lo status quo permette solo la comunicazione credibilità se che parte da un vero professionista, non acquistato con canoni mensili che danno a noi piace e seguaci. Cioè, dal momento che l’accuratezza e la trasparenza delle informazioni nel rispetto del destinatario e appartenenza alla società, ma soprattutto, rispettando il loro diritto all’informazione di qualità, autentico, e quindi totalmente credibile.

* Colonna giornalistica pubblicata nella rubrica di Cristina Redondo: Il dolce far niente, sezione Tribuna del Diari di Sant Quirze il 23/06/2017

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